13 Nov Bonus ristrutturazione 2026
Cosa è il Bonus Ristrutturazioni
Il Bonus Ristrutturazioni è una detrazione dall’IRPEF o imposta equivalente che consente di recuperare una parte delle spese sostenute per lavori di recupero edilizio su immobili residenziali. Le norme principali si trovano nell’art. 16-bis del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) e nel D.L. 63/2013.
Gli interventi ammessi includono, a titolo esemplificativo: manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, eliminazione di barriere architettoniche, installazione ascensori, rifacimenti, e altri lavori descritti dall’articolo 3 del D.P.R. 380/2001 (Testo Unico Edilizia). La detrazione viene ripartita in più quote annuali (tipicamente 10 anni) sulla dichiarazione dei redditi.
- Le novità per il 2026
Aliquote e tetti di spesa
Per l’anno 2026, sulla base dell’ultima bozza della legge di bilancio e dei commentari specialistici:
- Per l’abitazione principale (ovvero immobile adibito a residenza del contribuente o dei suoi familiari), la detrazione viene mantenuta al 50% fino al 31 dicembre 2026.
- Per gli altri immobili (seconde case, immobili non abitazione principale, locati, ecc.), l’aliquota applicabile per il 2026 è del 36%.
- Il tetto massimo di spesa detraibile rimane a 96.000 euro per unità immobiliare per il 2026. Opificiumagazine.it
- Dal 2027 sono previste riduzioni: prima casa al 36%, seconde al 30%.
- Dal 2028 in poi, potrebbe essere applicata una aliquota unica (30%) con tetto ridotto a 48.000 euro.
Condizioni e destinatari
- Per poter beneficiare dell’aliquota al 50% sull’abitazione principale, è necessario essere proprietari o titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione, superficie) sull’immobile adibito ad abitazione principale.
- Se l’immobile non è abitazione principale all’inizio dei lavori, ma lo diventa entro la fine dei lavori, l’agevolazione potrà applicarsi (nel caso della prima casa) in base alle condizioni previste.
- Per le seconde case o altri immobili, l’aliquota ridotta (36%) si applica anche se l’immobile è adibito ad abitazione principale? No: per ottenere il 50% occorre che sia abitazione principale.
Quali lavori sono ammessi
Alcuni esempi di interventi ammessi:
- Manutenzione straordinaria (ad es. rifacimento scale o rampe, sostituzione infissi, bagni)
- Restauro o risanamento conservativo
- Ristrutturazione edilizia
- Manutenzione ordinaria solo su parti comuni di edifici residenziali
- Eliminazione barriere architettoniche (ascensori, servoscala)
Nota: alcuni interventi particolari (come quelli relativi agli impianti di climatizzazione con caldaie a combustione fossile) possono essere esclusi o soggetti a condizioni restrittive.
Modalità e adempimenti
- Le spese devono essere sostenute entro l’anno di riferimento (2026) se si vuole usufruire della detrazione per quell’anno.
- Pagamento tramite bonifico “parlante”: occorre indicare causale, codice fiscale del beneficiario della detrazione, P.IVA/codice fiscale dell’impresa.
- Conservare le fatture e ricevute, eventuali permessi edilizi o comunicazioni, ed eventualmente inviare la comunicazione all’ENEA se l’intervento riguarda efficientamento energetico.
- Vantaggi e criticità
Vantaggi
- Per chi possiede l’abitazione principale e ha in programma lavori, poter detrarre il 50% delle spese fino a 96.000 € è un beneficio significativo.
- La proroga di queste aliquote al 2026 garantisce una continuità rispetto al 2025 e offre certezza per programmare i lavori. Ingenio
- Incentivo a investire nel mercato delle ristrutturazioni, che ha subito una contrazione negli ultimi anni.
Criticità
- Per le seconde case o immobili non adibiti ad abitazione principale, l’aliquota ridotta al 36% rende l’agevolazione meno “generosa”.
- Le condizioni (proprietà, uso come abitazione principale, etc.) devono essere verificate con attenzione: ad esempio, se un immobile non è abitazione principale, non si applica automaticamente l’aliquota al 50%.
- L’effetto fiscale concreto dipende dal reddito del contribuente e dalla sua capacità di usufruire della detrazione in 10 anni: se l’IRPEF annuo è bassa, può essere difficile recuperare tutta la quota.
- Alcune modalità di accesso (come cessione del credito o sconto in fattura) per questa tipologia di bonus sono più limitate rispetto a misure straordinarie come il Superbonus 110%.
- Dalla normativa emerge che dal 2027 le aliquote scenderanno, quindi programmare lavori al più presto può essere vantaggioso.
- Consigli pratici per chi vuole usufruire del Bonus nel 2026
- Verifica l’immobile: è la tua abitazione principale o no? Sei proprietario o titolare di diritto reale di godimento? Questo incide sull’aliquota.
- Programma i lavori entro il 2026: per usufruire delle aliquote maggiori è importante che le spese siano sostenute entro l’anno.
- Accertati che gli interventi siano ammessi: controlla che rientrino nelle tipologie agevolabili (manutenzione straordinaria, ristrutturazione, eliminazione barriere, ecc.).
- Effettua i pagamenti correttamente: tramite bonifico parlante e con fatturazione/documentazione in regola.
- Conserva tutta la documentazione: fatture, ricevute, permessi, bonifici, eventuale comunicazione ENEA se richiesta.
- Consulta un tecnico o un commercialista: per verificare compatibilità con altri bonus, per una corretta contabilizzazione, e per stimare l’impatto fiscale nel tempo.
- Considera i tempi e le scadenze: dato che dal 2027 le aliquote cambiano (in peggio), iniziare i lavori entro il 2026 potrebbe essere più conveniente.
- In sintesi
Per il 2026 il Bonus Ristrutturazioni rappresenta ancora un’opportunità rilevante: 50% di detrazione per la prima casa fino a 96.000 € di spesa, 36% per le altre abitazioni. Le condizioni restano simili a quelle del 2025. Dal 2027 sono previste riduzioni: 36% per la prima casa e 30% per le altre. Quindi, se hai in programma lavori, il 2026 può essere un anno strategico.